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Scuola e Lavoro: incertezza e instabilità

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Scuola, Giovani, Lavoro, Futuro: i numeri parlano chiaro

La situazione non è delle più rosee, anzi, il senso di precarietà e incertezza che colpisce i giovani neo-diplomati o neo-laureati è sempre maggiore.

Non ci soffermeremo sugli aspetti sociali e psicologici di questa situazione, ma vogliamo riportavi dati oggettivi e rappresentativi della distorsione del rapporto tra il mondo della scuola e quello del lavoro.

I dati arrivano da “Eurobarometro” che ha intervistato 14 mila ragazzi nei 28 Stati membri dell’Unione Europea.

Ecco le percentuali in Europa

Alla domanda “Qual è la tua principale preoccupazione in merito al lavoro”, il 31% dei giovani europei ha risposto di temere di non riuscire a immaginarsi un futuro concreto e un contratto di impiego stabile.

Il 16% dei ragazzi ha indicato che certamente, per trovare lavoro, dovrà lasciare la propria città, mentre il 13% è preoccupato di non avere gli skills che verranno richiesti dal futuro datore di lavoro. Infine, il 19% teme di non ricevere un compenso adeguato per le attività che dovrà svolgere in base alla sua formazione professionale.

E in Italia?

Sono gli italiani, in tutta l’Unione Europea, a manifestare le maggiori preoccupazioni riguarda il lavoro stabile. A confessare questo timore sono stati infatti il 52 per cento. Tra i più pessimisti sulla possibilità di avere un impiego stabile, insieme agli italiani, ci sono anche i spagnoli (43 per cento) e i croati (41 per cento).

Elevate percentuali anche in Grecia (il 36 per cento), in Francia (35 per per cento), in Belgio (34 percento) e Olanda (39 per cento), in Portogallo (32 per cento) e Finlandia (34 per cento).

Valori inferiori alla media europea si trovano invece nel Regno Unito, dove la quota scende al 25 per cento, così come anche in Svezia (24 per cento), Danimarca (25 percento), Repubblica Ceca (19 per cento), Polonia (27 per cento), Austria (21 per cento), Ungheria (18 per cento), Irlanda (29 per cento) e Germania (17 per cento).

Dati Istat

Negativi erano stati a marzo, col jobs act all’avvio, i dati Istat relativi ai disoccupati italiani. Il tasso di disoccupazione complessivo è risalito al 13 per cento, il livello più alto da novembre, il dato peggiore della Ue dopo Grecia, Spagna, Ungheria, Cipro e Portogallo, ben oltre la media europea (11,3).

I dati Istat hanno anche dato evidenza di un riacutizzarsi del problema degli under 25 con un tasso di disoccupazione giovanile pari al 43,1 per cento, la quarta percentuale più alta nella Ue dopo Grecia, Spagna e Croazia.

(Fonte: repubblica.it)

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